Lunedì, 06 Set, 2010

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San Calogero Eremita PDF Stampa E-mail
Scritto da Nino   
Venerdì 05 Febbraio 2010 17:46

Il Paese di San Salvatore di Fitalia è famoso nella zona dei Nebrodi per il culto di San Calogero Eremita Patrono del paese, ed è meta di pellegrini che vi si recano per rendere omaggio al Santo miracoloso, alla cui venerazione è collegata la tradizione degli ex-voto. Gran parte di tale oggetti, donati al Santo in segno di ringraziamento dai fedeli,per le grazie ricevute o richieste, sono conservati presso il Museo delle tradizioni popolari.

La festa di San Calogero si svolge il 19, 20 e 21 agosto di ogni anno. La statua del Santo viene portata in processione lungo le vie del Paese su una caratteristica "vara", accompagnata dalle musiche del complesso bandistico locale "Vincenzo Bellini". La festa si conclude con uno spettacolo pirotecnico.

Le ossa del Santo furono trasferite prima del 965 nel Monastero di S. Filippo di Fragalà presso Frazzanò, forse per porle al riparo da incursioni arabe. I cittadini di S. Salvatore, poi, in un anno imprecisato del XVII secolo o dei primi decenni del XVIII secolo, non restituirono ai monaci di Fragalà le reliquie del Santo, non essendo stato stipulato in quell'anno nessun documento scritto.

San Calogero viene portato in processione anche in altri momenti dell'anno: 5 febbraio, in cui il Santo esce in penitenza senza musiche e viene portato nella Chiesa Madre. In questa occasione il Clero non veste paramenti sacri. La tradizione orale indica in questa data la rievocazione di un miracolo del Santo avvenuto nel corso di una penitenziale processione tendente a liberare il paese da violenti nubifragi che lo tormentavano da giorni. Da ricordare anche la processione della domenica successiva al 5 febbraio per riportare il Santo al Suo Santuario, questa volta accompagnato con le musiche di complessi bandistici. La processione della Domenica delle Palme, insieme con S. Antonio di Padova, a ricordo della divisione religiosa fra "Salvatoriani" e "Mariani", avendo S. Salvatore due chiese madri: quella del SS. Salvatore e di S. Maria e diviso tra le diocesi di Patti e di Messina fino al 1824; la festa è allietata dalla musica e dallo sparo di mortaretti.