| La Sicilia |
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Cenni geografici:
La Sicilia è la più grande isola del Mar Mediterraneo ed anche, per estensione la più grande regione italiana (25.708 km quadrati) e la terza per popolazione (5 milioni di abitanti). Il territorio è prevalentemente collinoso (61%), mentre decisamente rare sono le zone pianeggianti, che occupano il 14%. Le zone montagnose (25%) si caratterizzano soprattutto per la presenza di vulcani, tra cui spicca l’Etna, il più grande vulcano attivo d’Europa. Il fiume principale è il Salso, lungo 144 km e con un bacino di 2000 km quadrati. Oltre all’isola principale fanno parte della regione anche altri gruppi di isole più piccole: le Eolie, Ustica, le Egadi, Pantelleria e le Pelagie. Il capoluogo della regione, Palermo, con i suoi 683 mila abitanti, è la quinta città d’Italia, dopo Roma, Milano, Napoli e Torino.
Note storiche: La storia della Sicilia ha un aspetto principale, che colpisce chiunque la studi; è una storia non siciliana, non generata internamente dall’isola, ma sempre imposta dall’esterno. Anche i Sicani, gli Elimi e i Siculi, prime popolazioni ad aver lasciato traccia del loro passaggio in terra siciliana, provenivano da fuori, da quel Mar Mediterraneo che aveva come centro, come cuore quasi, l’isola cantata dal poeta Omero. A questi seguirono i Fenici, poi i Cartaginesi e con loro i Greci, sotto i quali la Sicilia conobbe il primo momento di splendore. La dominazione greca ebbe termine nel 212 a.C., con l’assedio di Siracusa nel quale perse la vita Archimede: da allora, per oltre sei secoli, l’isola fu l’inesauribile granaio dell’impero romano, e in questo periodo assunse un assetto sociale che la caratterizzò per molto tempo. Crollato l’impero, dopo le invasioni barbariche, la Sicilia conobbe la dominazione bizantina, cui seguì quella araba, durante la quale si distinse come una delle terre più ricche e tolleranti del bacino del Mediterraneo. Vennero poi i Normanni che posero le basi per la splendida corte di Palermo di Federico II. Con la fine del Medioevo iniziò per l’isola una lunga stagione di decadenza: prima gli Angioini, cui seguirono gli Aragonesi, e infine i Borboni, nessuna di queste dinastie seppe valorizzare l’isola, sempre più sfruttata, sempre più colonia. Alla fine del XIX secolo, la spedizione di Garibaldi spiano la strada per l’annessione della Sicilia al Regno d’Italia: l’unificazione ha voluto dire, per i Siciliani, la speranza di potersi governare, anche se alcuni nodi caratteristici, come la lotta alla mafia, restano da sciogliere. testo Marilena |