| Storia San Salvatore di Fitalia |
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| Scritto da Nino |
| Mercoledì 10 Febbraio 2010 06:58 |
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Il paese è una terrazza sulla rigogliosa Valle del Fitalia.
Le prime notizie storiche riguardanti il paese parlano di un agglomerato urbano chiamato SS.mo Salvatore e risalgono al XIV secolo. Questo spazio prende il nome dal castello, di proprietà di Vinciguerra d'Aragona, costruito su una estremità della valle del Fitalia a difesa dei piccoli borghi sparsi nella dorsale, e delle falde abitate da popolazioni bizantine e arabe. Il toponimo Fitalia si fa risalire ad un primo processo di ellenizzazione della regione, avvenuto in epoca classica, prima della conquista romana. Infatti il termine Fitalia trova numerosi riscontri etimologici nel greco classico, a cominciare dai poemi omerici col significato di "terra che produce piante" oppure "piantagione, ulivo, vite, tempo della piantagione". I greci, quindi, trovarono il terreno della vallata molto adatto alla coltivazione di alberi fruttiferi. Da questo si suppone che un lungo ed intenso processo di antropizzazione sia iniziato intorno al V secolo a.C. e che Fitalia si sarebbe sviluppato come centro di scambio agricolo e punto di contatto fra i greci provenienti dal mare e i siculi dell'entroterra dediti alla pastorizia. Per la sua naturale configurazione geografica il territorio di Fitalia, delimitato dai confini delle due fiumare, controllava l'accesso dal mare verso le regioni interne ed era il punto chiave per le comunicazioni mediante torri di avvistamento. Assolvendo alle due importanti funzioni di comunicazione e di difesa, era naturale la sua vocazione a sito abitativo privilegiato, punto di confluenza del commercio per tutta la regione interna. Le prime notizie storiche sul castello del SS. Salvatore, risalgono al 1094, quando il Conte Ruggero di Calabria e di Sicilia donò, ma non fondò, il Castello di Fitalia e quello del SS. Salvatore al Monastero di S. Bartolomeo, apostolo di Lipari, fondato dallo stesso Conte nel 1088. Durante il periodo normanno, il territorio di Fitalia venne diviso in cinque parti, di cui tre quinti vennero assegnati alla giurisdizione feudale del vescovo di Patti e i due quinti all'arcivescovo di Messina e al Monastero delle Benedettine del SS. Salvatore di San Marco. Solo nel 1828 il territorio venne assegnato interamente al vescovo di Patti. ![]() Verso la fine del XVI secolo si ha l'esodo degli abitanti del territorio di Fitalia verso la nuova terra del SS. Salvatore, il cui castello sorgeva su un'elevazione naturale in una striscia di terra pianeggiante. Nel centro storico di San Salvatore di Fitalia, di impianto medievale, rimangono le chiese che ospitano le pregiate opere di Antonello Gagini: nella Chiesa Madre una Madonna del 1520 e un trittico raffigurante la Trasfigurazione; nella Chiesa dell'Assunta un altro trittico del 1500 e nella Chiesa di San Calogero Eremita una statua lignea dell'Immacolata risalente al '700. Aggiungi questa pagina al tuo social bookmarking |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 22 Marzo 2010 04:57 |